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La commissione di massimo scoperto

Nessun testo normativo fornisce una definizione specifica della Commissione di Massimo Scoperto (CMS). Nella tecnica bancaria viene definita come la remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione dei fondi a favore del cliente. Nella pratica delle banche, spesso non viene commisurata all’importo affidato ma allo scoperto massimo verificatosi nel periodo di riferimento; viene quindi assimilata agli interessi passivi.

Nelle “Istruzioni” della Banca d’Italia la CMS viene definita come il corrispettivo pagato dal cliente per compensare l’intermediario dell’onere di dover essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell’utilizzo dello scoperto di conto. Tale compenso, che di norma non viene applicato allorché il saldo del cliente risulti a debito per oltre un determinato numero di giorni, viene calcolato in misura percentuale sullo scoperto massimo verificatosi in un dato periodo.

Fino al 1996 la CMS era considerata una funzionalità patologica del conto corrente, legata quindi ad uno scoperto di conto del cliente, e per questo esclusa dal calcolo dei tassi effettivi globali; varie Cassazioni successive al 2005 hanno ritenuto la CMS non inserita  nella voce “interessi” bensì nella voce “oneri”, in virtù del fatto che la sua funzione causale è quella di remunerare la messa a disposizione di fondi da parte della banca. Di conseguenza anche questa commissione rientra nel calcolo del TEGM.

Il D. L. 185/2008 prevede che “gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione a favore della banca, dipendente dall’effettiva durata dell’utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. suddetto sono comunque rilevanti ai fini dell’applicazione degli articoli 1815 cod. civ., 644 cod. pen. e Legge 108/1996”.

Questo stesso decreto legge  ha eliminato la commissione di massimo scoperto per l’ipotesi di utilizzi inferiori ai 30 giorni continuativi di tempo o in assenza di fido  lasciandola, a certe condizioni e nella misura massima dello 0,5% per trimestre, come remunerazione della messa a disposizione del fido.

Molte ancora le questioni in sospeso sulla CMS, questioni che le banche hanno pensato bene di zittire eliminando dai nuovi contratti la suddetta commissione, e proponendone una nuova, la cosiddetta Commissione Messa a Disposizione Fondi.

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